
Il 14 e 15 marzo, Trento torna a essere la capitale della sostenibilità con la nuova edizione di Bio-Logica 2026. Più che una semplice fiera, l’evento si conferma come un laboratorio a cielo aperto per chi crede che la sola “certificazione bio” sia ormai solo il punto di partenza, non quello di arrivo.
Cos’è Bio-Logica e perché partecipare?
Mentre il mercato globale del biologico cresce a ritmi sostenuti, Bio-Logica Trento 2026 sposta l’asticella più in alto. Il focus di quest’anno è la biodiversità operativa: non solo produrre senza chimica, ma rigenerare attivamente i suoli e tutelare le specie autoctone.
Partecipare significa entrare in contatto con agricoltori, produttori e ricercatori che applicano pratiche di agricoltura rigenerativa e permacultura, offrendo una visione pratica del futuro del settore primario in Italia.
I temi caldi dell’edizione 2026
L’evento si snoderà attraverso tre pilastri fondamentali:
- Oltre la Certificazione: Workshop dedicati alle pratiche che migliorano la fertilità del terreno e il sequestro di carbonio (Carbon Farming).
- Semi Antichi e Biodiversità: Una sezione dedicata allo scambio di sementi non trattate e alla riscoperta di varietà locali dimenticate.
- Filiera Corta 2.0: Come la digitalizzazione sta aiutando i piccoli produttori bio a raggiungere il consumatore finale senza intermediari.
Cosa troverai a Bio-Logica 2026
- Area Espositiva: Stand di produttori locali e nazionali con eccellenze enogastronomiche rigorosamente bio e oltre.
- Show Cooking Etici: Chef stellati e locali mostreranno come valorizzare ingredienti “poveri” e biodiversi.
- Talk e Tavole Rotonde: Incontri con esperti del settore per capire come le normative UE del 2026 influenzeranno il mercato italiano.
Informazioni Utili
- Date: 14 – 15 Marzo 2026
- Luogo: Trento (TN)
- Target: Agricoltori, studenti di agraria, eco-entusiasti e famiglie.
Conclusione
Se cerchi risposte concrete alla crisi climatica attraverso il cibo e l’agricoltura, Bio-Logica Trento è l’appuntamento da segnare in agenda. È il momento di passare dal “prodotto certificato” alla “pratica rigenerativa”.
