Fervono i preparativi per la stesura della proposta di legge sulle medicine non convenzionali.
La Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri, che fino a poco tempo fa affermava che le medicine complementari sono acqua fresca, ha avuto una folgorazione e a maggio ha affermato che, se le discipline naturali possono avere un benchè minimo effetto positivo sul paziente, esse sono da considerare di esclusiva pertinenza del medico.
Questa delibera è stata presa proprio agli inizi dei lavori della Commissione Affari Sociali, che ha messo sul tavolo tutte le proposte giacenti in Parlamento sullargomento.
Grazie al cielo esistevano proposte di legge che si ricordavano che in Italia esistono circa 20.000 operatori di medicine non convenzionali che medici non sono, soprattutto naturopati.
La Commissione, pur fra molte resistenze iniziali, si è resa conto che non può non tenere conto di questa realtà, che riceve il suo riconoscimento tutti i giorni dai cittadini stessi che si rivolgono con fiducia a questi operatori e che quindi merita anche un riconoscimento giuridico.
Volendo finalmente mettere mano ad un argomento così vasto, è ovvio che il legislatore voglia normare tutte le discipline individuate dallOrdine dei medici, le cosiddette sette sorelle: omeopatia, fitoterapia, medicina tradizionale cinese, ayurveda, antroposofia, agopuntura, omotossicologia + chiropratica e osteopatia, che da sempre sono un discorso a sé stante.
Particolarità della naturopatia
Naturopatia inizialmente non faceva parte del gruppo, anche giustamente, essendo praticata in assoluto da non medici. Essa è la mina vagante della futura normativa in quanto usa, se non tutte, la maggior parte delle altre discipline che si vogliono normare separatamente. La naturopatia è una multidisciplina, un grande contenitore, che basandosi sul concetto di riequilibrio energetico, sul vitalismo, il causalismo e lanalisi di terreno, persegue lobiettivo della salute attraverso luso di strumenti provenienti da altre discipline fra le quali quelle che l Ordine dei Medici vorrebbe avocare a sè.
Ora fino a quando il legislatore non recepirà questa differenza sostanziale fra la naturopatia e le altre medicine naturali, non si potrà avere una buona legge.
La Formazione del naturopata
Altro problema essenziale è la formazione degli operatori non medici, che deve essere seria ed in grado di non costituire nocumento alla salute del cittadino.
A questo proposito il Sindacato Italiano Heilpraktiker e Naturopati S.I.H.eN.-CISAL, unica associazione di categoria confederata ad un grande sindacato nazionale che rappresenta nove scuole di naturopatia in Italia, propone di far riferimento alla normativa tedesca, che dal 1939 riconosce la figura del naturopata, che, per poter esercitare la professione, deve sostenere un esame di abilitazione davanti ad una commissione regionale. Nonostante la formazione in Germania sia libera e una persona possa presentarsi allesame da privatista, si è visto negli anni che le percentuali di superamento degli esami da parte di candidati che non abbiano seguito un iter formativo ad hoc, sono minime. Le associazioni di categoria sono state le prime a fondare delle scuole, nelle quali la formazione di base comprende circa 200 ore di anatomia, fisiologia e patologia, unici argomenti che premono allo Stato nellottica della tutela della salute pubblica. E evidente che le scuole forniscano anche insegnamenti di discipline naturali con un monte ore che mediamente non supera le 1200 ore, partendo dall idea che una scuola di naturopatia debba fornire una formazione di base che permetta poi al naturopata di specializzarsi nelle discipline che più sono consone al suo modo di essere. Questa scelta della specializzazione sarà possibile solamente quando il naturopata si sarà confrontato con la realtà della professione.
Ruolo delle associazioni di categoria
Nel vuoto legislativo italiano si sono costituite negli anni alcune associazioni di categoria che, pur nella loro diversità, garantiscono la formazione continua attraverso corsi di aggiornamento che il naturopata deve obbligatoriamente frequentare per potersi reiscrivere al sindacato che tutela la sua attività professionale.
Esattamente questa esperienza ha riproposto il S.I.H.eN. sia nella sua strutturazione interna che nelle sue proposte di legge.
Libertà di insegnamento
Altro aspetto fondamentale riguarda il ruolo delle scuole di naturopatia. Noi crediamo che debbano continuare ad essere loro ad impartire linsegnamento delle medicine naturali, perché loro sole hanno docenti specializzati. Questa formazione non potrebbe mai essere fatta dallUniversità statale che mutuerebbe docenti dalle facoltà di Medicina e Farmacia, docenti che pur ottimi nelle loro materie, non hanno la forma mentis delle medicine naturali, perché sono stati educati allidolatria della scientificità, perché difficilmente riescono a staccarsi dalla loro formazione e tendono a prescrivere il rimedio naturale alla stessa maniera in cui prescrivono quello chimico, senza la valutazione globale della persona, ma con una mera diagnosi dorgano.
Il S.I.H.eN. è contrario ad una formazione universitaria di 3000-5000 ore di cui poi la metà sono di autoapprendimento. Parliamo di cose serie, di lezioni frontali, in cui il docente insegna e si confronta a tu per tu con lo studente! Queste richieste di monte ore così elevati si rifanno al modello americano della laurea in Medicina Naturopatica, ma nascondono gli interessi di chi certe lauree commercia e vorrebbe veder convalidate dallo Stato. LItalia fa parte dellUnione Europea ed è a questa realtà che deve uniformarsi.
Il S.I.H.eN. non crede che il naturopata debba avere una formazione medica; egli è una figura sanitaria intermedia, preparata ed autonoma, che può benissimo integrare lattività del medico con gli approcci tipici della sua disciplina.
Sanatoria
Partiamo dallidea che sanatoria non è una parolaccia, che non vuol dire permettere liscrizione di tutti nei futuri Registri Professionali Regionali. Sanatoria significa riconoscere chi ha operato bene fino ad oggi e permettergli di continuare a fare il proprio lavoro.
Le associazioni di categoria si faranno garanti dei propri iscritti, certificando i criteri usati per lammissione dei candidati ai loro registri e chi non sarà certificato da nessuna associazione, dovrà sottoporsi ad un esame, come succederà in futuro per tutte le persone che hanno terminato un iter formativo in naturopatia, esattamente come si fa in altri paesi europei.
Libertà di scelta
La nuova legge sulle discipline non convenzionali può veramente costituire una svolta culturale nella mentalità italiana. Riconoscendo la validità di questi diversi approcci alla salute, lo Stato porrebbe lItalia allavanguardia nel panorama europeo e garantirebbe al
cittadino una libertà fondamentale, quella di curarsi con la medicina che preferisce, in quanto è lindividuo l unico responsabile del proprio stato di salute, senza parlare poi del fatto che chi si cura con le medicine naturali è più sano e grava meno, se non per nulla, sul Sistema Sanitario Nazionale
Su questo tema Convegno a Milano 16 marzo, Fiera Milano, all'interno di Expobenessere con uomini politici e rappresentanti delle associazioni di categoria. Info allo 02 58431278 S.I.H.eN. CISAL