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TERMOFON, muratura armata antisismica

I recenti terremoti che hanno colpito il nostro paese hanno reso di estremamente attuale il problema della sicurezza degli edifici.
Di fatto, quella Italiana, è, seppur con le dovute distinzioni geografiche, un’area sismicamente attiva e considerata la scarsa attendibilità scientifica di tutti i modelli di previsione sui terremoti, al fine di ottenere il più elevato grado di sicurezza possibile per l’uomo e le sue attività, un corretto e consapevole approccio alla progettazione e costruzione degli edifici rimane l’unica vera arma efficace a disposizione.
Naturalmente, in questo senso, il punto di partenza per eccellenza è rappresentato dalle normative di riferimento nazionali le quali dovrebbero essere conosciute approfonditamente ed ottemperate in modo rigoroso da parte di tutti gli operatori del settore.
Negli ultimi decenni, accanto al più antico e tradizionale sistema costruttivo degli edifici in muratura portante (“semplice”, non armata), è andato sempre più affermandosi il ricorso ad elementi strutturali in cemento armato (telaio in c.a.): in vero, il telaio in c.a., svincolando per buona parte l’architettura dell’edificio dalla sua componente strutturale, ha permesso la realizzazione di edifici esteticamente più articolati e ricercati rispetto a quelli in muratura portante, dove la progettazione architettonica non poteva prescindere dal rispetto di regole, sostanzialmente geometriche, che permettevano al muro di svolgere la sua funzione statica.
Tuttavia, è bene evidenziarlo, la normativa vigente in materia antisismica (NTC ’08: nuove norme tecniche per le costruzioni D.M. 14/01/2008), entrata ufficialmente in vigore dal 1° luglio 2009, ha introdotto importanti elementi di novità per quanto riguarda le diverse tipologie costruttive ammesse per legge come sismo-resistenti.
Tali cambiamenti normativi, volti ad incrementare la sicurezza delle costruzioni, hanno interessato naturalmente anche la soluzione con sistema a telaio in c.a. le cui regole di calcolo, ma anche di realizzazione, hanno subito profonde modifiche ed integrazioni, in senso decisamente più restrittivo.
Effettivamente, i nuovi vincoli imposti dal legislatore, comportano oggi maggiori oneri non solo per il progettista, ma anche per l’impresa costruttrice: la soluzione a travi e pilastri in c.a., oltre che generalmente più costosa, necessita quindi di tempi di esecuzione più lunghi e di manodopera altamente qualificata al fine di garantirne, in caso di sisma, un comportamento adeguato.
Queste considerazioni portano oggi alla rivalutazione in senso positivo (anche da parte dello stesso legislatore) dell’impiego della muratura portante in laterizio, ed in particolare di quella ‘’armata’’, come sistema costruttivo più semplice, economico e razionale per risolvere le esigenze antisismiche delle costruzioni moderne.
Nello specifico, la muratura armata (disciplinata regolarmente dalle NT08), rispetto a quella ordinaria (non armata), va in deroga ad alcune limitazioni soprattutto geometriche (prescrizioni obbligatorie per legge) permettendo di realizzare edifici più complessi, pur mantenendo gli importanti vantaggi nei confronti delle strutture in c.a. telaio più tamponamento): eliminazione dei ponti termici strutturali, omogeneità costruttiva (minor pericolo di fessurazioni sugli intonaci e malte in generale dovute a differenti movimenti tra calcestruzzo e tamponamento), semplicità di realizzazione (solo 3 elementi: malta, mattone e armature), tempi di costruzione ridotti (nessun armo e disarmo di casseri e tempi di maturazione del calcestruzzo) e minor impiego di ferro d’armatura.
La soluzione della muratura armata, prevista dalla normativa vigente in zona sismica di qualsiasi categoria, si propone dunque come alternativa intelligente alle strutture in c.a. permettendo dei risparmi, a livello strutturale degli edifici, anche superiori al 20% rispetto allo schema a travi e pilastri in calcestruzzo.
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biofarm Coltivazione del bambù gigante Onlymoso
Dalla passata estate sono partite le piantumazioni del le piante di bambù brevettate Onlymoso , un‘accurata selezione della specie Phyllostachys edulis .§
Parliamo del bambù, la pianta dai millecinquecento usi, una graminacea molto versatile con una capacità di crescita molto veloce ed una elevata adattabilità che lo rende coltivabile su tutti i tipi di terreni. vantaggi di questo nuovo materiale sull’economia e sul territorio in generale sono molteplici: come pianta sempreverde contribuisce, nelle aree urbane e antropizzate, a creare un vero e proprio polmone di ossigeno che abbatte polveri e inquinamento atmosferico, funge da barriera schermante, antirumore e frangivento, regola il microclima, è una fonte di materia prima alternativa al legno, coltivabile secondo un approccio ecologico e che non incide sulla deforestazione
Questa coltura consente di produrre germogli , almeno due raccolti l’anno e fusti da utilizzare come fonte di fibre,carta,cosmetici,energia,olii vegetali,biocombustibili ed altre migliaia di usi.
I germogli sono una fonte alimentare altamente nutritiva ed ottenibile senza fertilizzanti vantaggi di questo nuovo materiale sull’economia e sul territorio in generale sono molteplici: come pianta sempreverde contribuisce, nelle aree urbane e antropizzate, a creare un vero e proprio polmone di ossigeno che abbatte polveri e inquinamento atmosferico, funge da barriera schermante, antirumore e frangivento, regola il microclima, è una fonte di materia prima alternativa al legno, coltivabile secondo un approccio ecologico e che non incide sulla deforestazione.e senza apporti di acqua.
La coltivazione di questa specie apporta enormi benefici all’ambiente fornendo ossigeno, depurando terreni e corsi d’acqua da inquinanti, contrastando il dissesto geologico e fornendo annualmente grandi quantità di legno duro senza bisogno di intaccare le risorse boschive.
Il bambù è davvero la coltura del futuro pur essendo antichissima, la sua riscoperta è quanto di più attuale possiamo impiegare per rispondere alle esigenze in materia di energia,clima e cibo.



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