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Gruppi di Acquisto Solidali
Cosa sono i Gruppi di Acquisto Solidali (GAS)?
Un gruppo d’acquisto è formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro.

Si ma ... perché si chiama solidale?
Un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarietà che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a colore che - a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze - subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.

Perché nasce una GAS?
Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale ora imperante, insieme alla ricerca di una alternativa praticabile da subito. Il gruppo aiuta a non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte.

Come nasce un GAS?
Uno comincia a parlare dell’idea degli acquisti collettivi nel proprio giro di amici, e se trova altri interessati si forma il gruppo. Insieme ci si occupa di ricercare nella zona piccoli produttori rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, di raccogliere gli ordini tra chi aderisce, di acquistare i prodotti e distribuirli ... e si parte!

Criteri solidali per la scelta dei prodotti
I gruppi cercano prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilità di conoscerli direttamente e per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto. Inoltre si cercano prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro.

Una piccola rete
I gruppi di acquisto sono collegati fra di loro in una rete che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni. Attualmente in Italia sono censiti una settantina di GAS.

Per saperne di più
Chi è interessato a saperne di più può consultare la guida “Gruppi d’Acquisto Solidali” di Andrea Saroldi pubblicata dalla EMI, il sito Internet all’indirizzo http://pages.inrete.it/cocorico, oppure può scrivere a Andrea Saroldi, corso Turati 25/5, 10128 Torino, posta elettronica: cocorico@inrete.it.
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Articolo de Il messaggero, 9 gennaio 2005

Consumano, ma vogliono decidere loro da chi, e spesso vanno di persona a conoscere il contadino o l'azienda per verificare in diretta il sistema di produzione.

Preferiscono coltivazioni biologiche, formaggi freschi, frutta e verdure di stagione.
Consumano, ma vogliono decidere loro da chi, e spesso vanno di persona a conoscere il contadino o l'azienda per verificare in diretta il sistema di produzione. Evitano i passaggi della distribuzione, di conseguenza risparmiano sul costo sulla spesa che fanno in gruppo.

Sono i "Gas", sigla che denota i Gruppi di acquisto solidale, persone che decidono di aggregarsi per consumare in modo ragionato.

Sono sette nelle Marche, ma il loro numero è destinato a crescere: l'ottavo Gas marchigiano è pronto a costituirsi a Pesaro, dove è già attiva una prima organizzazione di consumatori autogestisti, che si andrà ad aggiungere a quelli di Fano, Pergola, Urbino, Ancona, Osimo e Senigallia.

Ma perché sempre più persone sui affidano a questo relativamente nuovo stile di consumo? E perché ha tanto successo? A spiegarlo è Alessandro Panaroni, 33 anni, insegnante di chimica e coordinatore del primo Gas pesarese ( info: saltafossi@live.it ).
"I Gruppi Solidali sono l'unica alternativa alla distribuzione tradizionale. - spiega Panaroni - Vi fanno parte persone di varia estrazione, età e censo, unite da una base comune: l'idea di scegliere prodotti controllati direttamente dai membri del gruppo, eco-sostenibili e frutto del lavoro di micro-produttori e persone svantaggiate, convenienti nel prezzo perché l'acquisto è senza intermediari".

Nati prima delle polemiche sul caro-euro, i Gas sono cresciuti negli anni sviluppando una propria modalità di approvvigionamento: "Noi ci siamo organizzati così: ogni membro ha portato il proprio contributo, mettendo a disposizione le proprie informazioni e un po' di tempo libero -racconta Panaroni - Poi, ciascun referente ha creato un contatto con i produttori, preferibilmente quelli in loco che andiamo anche a visitare: ha fissato prezzo, quantitativo, modalità di consegna e fatto un unico ordine per tutti. A volte il percorso è inverso e sono gli stessi micro-produttori a chiedere di entrare nel Gas, creando un circuito di auto-consumo. In tutti i casi la ricerca è collegiale e segue i gusti del Gruppo, che si riunisce in media una volta ogni quindici-venti giorni al mese per rifare la lista della spesa". Il risparmio non è l'unico requisito richiesto ai produttori di cui si verifica il rispetto delle risorse naturali e delle persone che le hanno trasformate.

"Spesso, comunque, si finisce per spendere meno -racconta il professore -Ad esempio, nei cosmetici e nei prodotti per l'igiene personale risparmiamo fino al 70%; i formaggi arrivano a 10-12 euro al chilo, come nel negozio, anche se i nostri sono sempre di alta qualità; il latte di capra lo paghiamo il 40% di meno".

Anche i sistemi di consegna sono vari: c'è chi fa arrivare la merce in piccoli magazzini o nel garage di casa, la divide e chiede via mail agli aderenti di andarsela a prendere; oppure è il contadino stesso che chiama quando la merce è pronta.

"Coordinarsi non è facile, soprattutto quando si arriva a riunire quasi 100 famiglie più un numero imprecisato di persone che consumano saltuariamente - ragiona Panaroni -. All'inizio eravamo meno di una decina e l'unica cosa che ci premeva era trovare un'alternativa ai prodotti tradizionali: poi si sono aggiunti gli amici, i conoscenti, i corrispondenti via mail. Ai nuovi arrivati però spieghiamo che non bisogna pensare al Gas come ad un negozio, ma ad una filosofia di consumo che mira a conoscere meglio ciò che finisce nel nostro piatto e privilegia le relazioni interpersonali".

Il prossimo traguardo dei Gas di Pesaro è quello di stipulare contratti collettivi anche nei servizi: "Per il telefono stiamo ragionando con la Live-Com di Padova, una società che inserisce persone svantaggiate. E abbiamo altri contatti con la Banca Etica per il gas, con il Consorzio assicurativo equo-solidale e con Exodus, un'agenzia di turismo responsabile. Perché anche le nostre vacanze saranno equo-solidali".