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ESTRATTI
Per utilizzare al meglio i principi attivi è possibile liberarli dalle cellule vegetali che li contengono utilizzando solventi adeguati: acqua, alcol etilico, olii, glicoli.
ESTRATTI ACQUOSI
Infuso: si ottiene versando acqua bollente sulla droga fresca o essiccata e sminuzzata, si mescola si copre e si lascia in macerazione agitando di tanto in tanto per un tempo medio di 10 minuti. Si filtra e si consuma. Questo tipo di preparazione viene di norma utilizzato per droghe aromatiche ricche di componenti volatili (oli essenziali) e/o che cedono facilmente i principi attivi al solvente (fiori, foglie, sommità fiorite ecc.).
Decotto: si ottiene ponendo la droga fresca o essiccata e sminuzzata nella quantità prescritta di acqua bollente; si copre e si continua l'ebollizione per il tempo necessario ad una ottimale estrazione. Si filtra e si consuma.
Questo tipo di preparazione é indicato per droghe non aromatiche, non termolabili, legnose e poco permeabili (fusto, radici, cortecce, rizomi ecc.)
ESTRATTI IDROALCOLICI
si ottengono macerando per il tempo indicato a freddo o a caldo, staticamente o dinamicamente (percolazione; turboestrazione) la droga essiccata o fresca ma sempre sminuzzata o in polvere in una soluzione di acqua e alcol etilico "buongusto" di 95° (Soluzione Idroalcolica). Il rapporto acqua/alcol ed il conseguente grado alcolico della soluzione cambia rispetto alla droga utilizzata e generalmente varia fra i 30° e 70°.
In linea di massima droghe non coriacee, mucilaginose richiedono una bassa gradazione per una estrazione ottimale, che invece non si otterrebbe con una gradazione più alta. Viceversa principi attivi poco solubili in acqua o droghe coriacee richiedono una gradazione alcolica maggiore.
Nel caso di estrazione da droghe fresche va considerata per la gradazione del prodotto finito la quantità di acqua già presente naturalmente nella pianta.
Per ottenere la gradazione richiesta per 1 litro di soluzione idroalcolica si diluirà l'alcol etilico a 95° in acqua potabile con le seguente proporzione:
Alcol a 95° X grado alcolico da ottenere/95
La quantità di alcol a 95° risultante la si verserà in un recipiente graduato e si aggiungerà tanta acqua fino ad ottenere l'esatto volume di 1 litro.
Tintura o Alcolato: Si approntano per macerazione in alcool, dopo aver sminuzzato o polverizzato la droga, sia in vaso chiuso a 40 gradi di temperatura, sia a freddo. L'operazione si compie in due volte; prima con la metà dell'alcool che si impiega, successivamente con l'altra metà, protraendo ciascuna delle due macerazioni per 4 o 5 giorni. Indi si spreme il residuo, si riuniscono i due liquidi che sono stati tenuti separati e si filtrano.
Le tinture delle sostanze poco attive si preparano nella proporzione droga/ solvente di 1 a 5, le tinture di sostanze particolarmente attive nella proporzione di 1 a 10. Tintura madre: si intende di norma per T.M. un estratto idroalcolico da pianta fresca con rapporto droga solvente 1 a 5. Il termine "madre" é utilizzato perché trattasi di prodotti di partenza per la produzione, per mezzo di successive dinamizzazioni (diluizioni e agitazioni), di estratti omeopatici.
Tali preparazioni base sono comunque utilizzate tal quali in fitoterapia. Estratto fluido: sono soluzioni di norma idroalcoliche dei quali si fa evaporare sottovuoto il solvente per ottenere un preparato che per ogni grammo contenga 1 grammo di principi solubili della droga, ovvero un rapporto droga solvente di 1/1.
Estratti molli: con lo stesso procedimento svolto per la produzione di estratti fluidi si prosegue l'evaporazione del solvente finché il residuo non bagni la carta ed abbia una consistenza pastosa.
Estratti secchi: con lo stesso procedimento svolto per la produzione di estratti fluidi si prosegue l'evaporazione sotto vuoto del solvente finché il prodotto finito sia riducibile in polvere. Si tratta di prodotti particolarmente attivi ed instabili perché igroscopici.
ALTRE PREPARAZIONI ERBORISTICHE
per utilizzare razionalmente le droghe é possibile utilizzare preparati che ne facilitino l'assunzione e ne standardizzino i dosaggi. Capsule o opercoli: trattasi di opercoli di gelatina alimentare che vengono riempiti con polveri di droghe e/o con estratti secchi ed anche, sempre e solo in aggiunta a tali ingredienti base o eccipienti, con piccole quantità di olii essenziali. Nel caso di rimedi composti occorre miscelare con estrema cura i vari ingredienti prima di incapsularli. Il procedimento di incapsulamento viene eseguito con macchine apposite dette opercolatrici. Compresse o tavolette: sono dei preparati di consistenza solida che si ottengono mediante la compressione meccanica delle droghe. Delle buone tavolette devono essere caratterizzate da caratteri organolettici facilmente giudicabili come: superficie liscia, regolare; bordi lisci e non slabbrati, colore omogeneo non maculato; sapore ed odore accettabili secondo l'uso al quale sono destinate. Altre caratteristiche fondamentali sono: durezza, resistenza meccanica, resistenza all'usura, ma con disintegrazione agevole per facilitare l'assorbimento e l'azione dei principi attivi funzionali.
Affinché le erbe esercitino l'azione desiderata, non è possibile comprimerle tal quali. E' necessario per ogni formulazione aggiungere degli eccipienti specifici: agglutinanti come il glucosio nei casi in cui una forte pressione non permette di ottenere tavolette compatte.
Disintegranti come la cellulosa, capace di assorbire rapidamente l'umidità, rigonfiandosi e permettendo la disintegrazione delle tavolette quando vengono a contatto con l'acqua o coi liquidi organici. Lubrificanti come gli stearati che facilitano l'espulsione delle tavolette dalla matrice ed impediscono l'adesione di esse al punzone. Riportiamo di seguito i passaggi base per la produzione di compresse erboristiche.
1 Miscelazione
la prima fase della lavorazione consiste nel miscelare intimamente la quantità ottimale di erbe, opportunamente micronizzate, o estratti secchi con gli eccipienti onde ottenere una miscela omogenea delle polveri e granulometricamente il più possibile uniforme.
2 Impasto
Si umettano e s'impastano con particolare cura le polveri come sopra descritto con un adatto veicolo: etanolo, acqua, sciroppo di zucchero, soluzione acquosa di glucosio o di amido.
3 Estrusione oppure granulazione per via umida
Ottenuto un impasto denso e omogeneo questo viene passato tramite estrusore oppure granulatore oscillante attraverso un setaccio che, indicativamente, abbia da 25 a 81 maglie per cm quadrato a seconda della grossezza delle tavolette desiderate.
4 Essiccazione
Ottenuto il granulato umido lo si stende rapidamente su telai per l'essiccamento che viene effettuato in forno con circolazione forzata d'aria d'ambiente riscaldata. Fondamentale è la rapidità dell'essiccazione per evitare lo svolgersi di processi enzimatici fermentativi.
5 Granulazione a secco
I granuli essiccati vengono sottoposti ad un setacciatura frazionata con granulatore oscillante. A questo punto vengono, eventualmente, aggiunti prodotti volatili come gli olii essenziali. Il granulo viene ripassato al setaccio manualmente per il controllo qualitativo.
6 Compressione
Tarata e regolata la comprimitrice finalmente si comprime aggiungendo una irrisoria quantità di stearato per un funzionamento perfetto della macchina.
7 Lucidatura, controllo di qualità
Si controlla peso durezza e disintegrazione e si ripassa a setaccio per eliminare eventuali residui di polvere e per conferire alla tavoletta un aspetto lucido.
8 Confezionamento
Le tavolette sono immediatamente confezionate in flaconi di vetro scuro uso farmaceutico.
Sciroppi: Lo sciroppo base si prepara con acqua distillata e zucchero utilizzando 19 parti di zucchero sciolte in 10 pari di acqua. Filtrando poi per panno. Allo sciroppo base vengono aggiunti i principi attivi funzionali normalmente sotto forma di estratti. E' possibile utilizzare invece dell'acqua distillata estratti acquosi di piante officinali.
Olii essenziali o essenze: L'estrazione degli olii essenziali si ottiene prevalentemente per distillazione, mediante alambicchi, facendo passare una corrente di vapore d'acqua attraverso la pianta aromatica. Si raffredda il vapore ottenuto e si separa l'olio essenziale che galleggerà sull'acqua di estrazione. Lo stesso procedimento viene utilizzato per la produzione di idrolati o acque distillate, usate prevalentemente per uso cosmetico. Per le essenze agrumarie l'estrazione si effettua mediante spremitura dello strato superficiale dell'epicardio ove gli olii sono contenuti. Altri metodi meno diffusi sono l'estrazione mediante grassi oppure a mezzo di solventi volatili. Le rese produttive degli olii essenziali rispetto alla droga di partenza sono particolarmente basse. A titolo di esempio per le labiate avremo una resa media del 1,5%. Le essenze di agrumi hanno rese che posso invece raggiungere il 10% del peso dell'epicardio.
Tisane: per tisana si intende una miscela di erbe sminuzzate (taglio tisana) da utilizzare per estrazione acquosa. Per una buona formulazione è indispensabile una buona conoscenza farmacognostica delle droghe utilizzate per evitare antagonismi farmacologici.
Una tisana ottimale di norma contiene un massimo di 5-6 droghe differenti. Va ricordato che ogni droga può contenere differenti e complessi principi attivi e che l'azione farmacologica non é direttamente proporzionale al numero di droghe utilizzate. In linea di principio é opportuno utilizzare due o tre droghe base per la patologia trattata ad azione sinergica, una o due ad azione mirata per l'obbiettivo specifico ed una ad azione aromatizzante per "arrotondare" la miscela e/o per lenire eventuali effetti indesiderati delle droghe base. Suggerimenti si potranno ricavare da formulazioni tradizionali diffidando, comunque, da quelle particolarmente complesse perché fondamentalmente scriteriate.
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