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Il Friuli Venezia Giulia stanzia fondi per le terapie "dolci"

Quando l'oncologia incontra le "altre" cure. In diverse ASL si propongono anche agopuntura, reiki, yoga o massaggi per aiutare a controllare nausea, ansia e dolore.

MILANO - La comunitˆ scientifica internazionale ha ribadito la bocciatura dell'omeopatia che, secondo The Lancet, una delle pi autorevoli riviste del settore, ha la stessa efficacia clinica di una pastiglia di zucchero, il famoso "placebo", il cui effetto si basa sulla convinzione che il paziente ha di stare facendo qualcosa di utile per la propria salute. Il vaso di Pandora  stato aperto ancora una volta e i venti polemici sulle terapie non convenzionali hanno ricominciato a soffiare su un dibattito che spesso appare cristallizzato tra gli oppositori che "non ci credono" e i sostenitori "che ci credono".
In realtˆ le "altre medicine" sono molte e diverse tra loro, come l'agopuntura, le pratiche di manipolazione del corpo, l'uso di erbe e altri prodotti vegetali, lo yoga, la meditazione, il reiki, la naturopatia, sistemi di cura nati in culture a noi lontane, come la medicina ayurvedica indiana o quella cinese. Sono per˜ accomunate da almeno due elementi. Primo: la scarsitˆ di conferme da parte della "medicina basata sull'evidenza", secondo cui una terapia, prima di essere considerata utile, deve essere sottoposta ad una complessa, rigorosa e condivisa serie di verifiche sperimentali. Secondo: l'interesse di molti malati che desiderano stare meglio e che per˜ spesso percepiscono tutto ci˜ che non  chemio o radioterapia come antagonista rispetto alla cosiddetta medicina ufficiale.
E invece non  proprio cos“, un incontro  possibile e sono molti i camici bianchi che stanno conducendo ricerche su alcune cure non convenzionali: terapie che stanno assumendo "un ruolo sempre pi importante nel controllo dei sintomi associati al cancro e ai trattamenti antitumorali", come ha concluso l'associazione degli pneumologi americani, sulle pagine della rivista Chest, pubblicando una serie di raccomandazioni sull'uso delle terapie integrate in pazienti con un tumore ai polmoni. Massaggio, yoga e meditazione possono ridurre ansia, disturbi dell'umore e dolore cronico, mentre l'agopuntura aiuta a controllare il dolore ed effetti collaterali come nausea o neuropatia. Soprattutto, per˜,  necessario che il medico sia a conoscenza di eventuali altre cure a cui il paziente si sottopone, o intende sottoporsi, perchŽ alcune sovrapposizioni possono essere dannose.
In Italia diverse ASL hanno deciso di proporre (e a volte di rimborsare) cure di supporto non convenzionali, e tra le Regioni pi attive vi sono la Toscana, l'Emilia Romagna, il Piemonte e la Lombardia. Il Friuli Venezia Giulia ha recentemente stanziato dei fondi (50.000 euro l'anno per tre anni) a sostegno del progetto Umana·mente, ideato dall'Associazione medicina e complessitˆ (AmeC) di Trieste, che nel 2006 ha vinto il premio Tiziano Terzani, dedicato al giornalista scomparso per tumore (che ha lasciato le pagine di "Un altro giro di giostra", sul suo percorso di malattia, indimenticabili per molte persone, curanti e curati). Il progetto, avviato in collaborazione con l'ASL 2 Isontina e gli ospedali di Gorizia e Monfalcone, prevede che i pazienti che lo desiderano possano accedere a trattamenti non convenzionali gratuiti, dopo aver discusso le modalitˆ migliori insieme con il proprio oncologo e un medico esperto in terapie "diverse". "Per favore, non chiamiamole "alternative": noi non abbiamo mai distolto nessun paziente dalle cure ufficiali, anzi, semmai in alcuni casi li abbiamo riconciliati con l'oncologia - tiene a precisare Fabio Burigana, medico, gastroenterologo e presidente di AmeC. - Vogliamo evitare che persone in cerca di una migliore qualitˆ di vita o di un po' pi d'ascolto cadano nelle mani di stregoni e guaritori. Per questo  importante lavorare con persone competenti, preparate, che non propongono soluzioni facili, ma tecniche di cui,  vero, sappiamo ancora poco, ma che a volte servono a controllare vari sintomi come la nausea, la stanchezza, il dolore, e che hanno effetti negativi scarsissimi".
Questa filosofia ha trovato orecchie attente in Vincenzo de Pangher Manzini, responsabile dell'oncologia di Gorizia e Monfalcone: "reparti dove i tumori si curano in modo del tutto tradizionale, cio in quello che funziona", specifica l'oncologo, e dove da alcuni anni si offre ai pazienti in chemioterapia la possibilitˆ di sottoporsi a sedute di reflessologia plantare, una tecnica che utilizza la pressione di zone dei piedi per indurre una reazione in altre parti del corpo. I risultati, di cui de Pangher Manzini parlerˆ sabato 1 dicembre al convegno "Medicina complementare: quale spazio nel paziente neoplastico? La risposta nella medicina integrata" presso l'ospedale San Carlo di Milano, sono stati pi che positivi: "C' stata una riduzione media del 60 per cento di dolore, vomito, stanchezza, ansia, insonnia, facilitˆ al pianto - racconta l'oncologo - nei pazienti trattati con almeno dieci sedute settimanali da un'ora ciascuna. E' un intervento impegnativo e costoso in termini di tempo, certo, ma i risultati sono molto buoni e, con tutta probabilitˆ, non sono dovuti soltanto alla manipolazione, ma a qualcosa che evidentemente non sempre noi medici riusciamo ad offrire".
Chi si affida alle cure complementari cerca di colmare una mancanza di empatia e di supporto, di rappezzare un'assistenza a volte discontinua, di rispondere ai tanti dubbi (cosa devo mangiare? come posso stare meglio? devo proprio sentirmi cos“?) che restano senza risposte. Lo ha sottolineato un recentissimo studio su pazienti britannici colpiti da tumore della prostata e apparso sull'European Journal of Cancer Care, ma lo racconta molto meglio Vincenzo de Pangher Manzini: "Credo che la gente si sia sentita meglio anche perchŽ quell'ora a settimana si riempiva di molte cose, di relax, confidenze e sensazioni positive, creando un legame molto stretto tra paziente e operatore, uno scambio che ha dato moltissimo ad entrambi. Sarebbe stato lo stesso con un'ora di psicoterapia? Forse. E' impossibile saperlo. E chissˆ se  cos“ importante".
Donatella Barus
29 novembre 2007