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MASSA CARRARA

BIO: AZIENDE REGNO DELLA VENDITA DIRETTA IN CRESCITA I CONSUMI (+10%)


Nelle bio fattorie apuo-lunigianesi miele Dop, olio, vino, agrumi, frutta e ortaggi, conserve, orticoltura.
Tra gli allevamenti la cinta senese e la pecora zerasca.
83 le aziende per oltre 642 ettari di superficie.
A Massa uno dei produttori di agrumi-bio più importanti del Centro Nord Italia.
Raffaella Fontana, Responsabile Bio Coldiretti: "Cresce attenzione verso bio"


Massa Carrara, 12 giugno 2007 – Il bio tira di…più rispetto al passato. Se dieci anni fa era una moda per pochi, oggi è una possibilità per tutti grazie ad un tessuto di piccole aziende agricole dislocate sul territorio di Massa Carrara, da Montignoso e Zeri, che proprio da dieci anni a questa parte hanno in alcuni casi "costruito" da zero un processo di produzione bio, in altri proceduto a convertire la propria destinazione aziendale. "Una scelta di vita" faticosa e rischiosa (non si può utilizzare nessun tipo di additivo, diserbante o fertilizzante ed il processo di "maturazione" del prodotto è completamente spontaneo e naturale e pertanto anche le possibilità di perdita del raccolto sono molto superiori) che li sta ripagando come dimostrano i dati Coldiretti relativi ai consumi familiari aumentati, nell'ultimo trimestre, del 10%. Secondo i dati Coldiretti sono aumentati i consumi di prodotti per l'infanzia (51%), latte e derivati (15%), ortofrutta trasformata (+13%), biscotti (18%), olio (7%), riso e pasta (26%), uova (2,5%).

"Un gradimento crescente – sottolinea Raffaella Fontana, referente Bio Coldiretti di Massa Carrara che sta curando per le aziende associate alcuni aspetti di grande attualità come l'adeguamento igenico-sanitario e sicurezza sui luoghi di lavoro - segno tangibile di un'attenzione sempre maggiore da parte del consumatore finale alla ricerca quotidiana di quella sicurezza, trasparenza, tracciabilità, qualità degli alimenti e sostenibilità che i prodotti anonimi e di dubbia provenienza non possono garantire".
I numeri. Un comparto che non ha grossi numeri a Massa Carrara ed in Lunigiana dove sono concentrate i due terzi delle aziende - 83 aziende bio (dati Arsia) di cui 55 orientate alla produzione zootecnica (latte e carne) per 642 ettari circa di cui 82 a cereali, 44 a orticolo, 31 a frutticolo, 21 vitivinicolo, 55 olivicolo, 290 foraggere, 20 zootenico e 99 ad altro - che raffrontate con la realtà principe della Toscana Firenze (609 totali) e Siena (559) costituisce una piccola percentuale del potenziale regionale - in Toscana sono 3mila gli operatori biologici e circa 102 mila gli ettari di superficie agricola destinati al biologico pari al 18% della superficie agricola regionale (791 mila ettari). "In questo caso – sottolinea la Fontana - non sono i numeri a fare la differenza ma la sorprendente vivacità e vitalità dei giovani imprenditori (tutti tra i 30 e 40 anni) che hanno dato vita in terra apuo-lunigianese ad una vera e propria cultura biologica".
I prodotti. Producono miele Dop della Lunigiana Bio, il primo in Italia a poter fregiarsi del prestigioso riconoscimento, agrumi, ortaggi e frutta, olio e vino, orticoltura. Hanno fattorie didattiche e anche allevamenti di cinta senese e di pecora zerasca.
"Ma la particolarità delle bio fattorie – sottolinea ancora - è data dalla predisposizione alla vendita diretta. Il 90% delle aziende vende infatti, direttamente in azienda sfruttando il meccanismo della filiera corta. Si produce, si trasforma (in alcuni casi) e si vende". Gli imprenditori.
E' massese, di Borgo del Ponte, l'azienda "La Concia" di Marco De Angelis, una delle aziende produttrice di agrumi biologici (limoni ed arance) più importanti nel Centro Nord Italia. 2000 piante (1000 limoni e 1000 arance) e una produzione di oltre 100 mila chilogrammi che non guarda alla bellezza del prodotto ma alla sua qualità. "Nella grande distribuzione non ci sono arance o limoni imperfetti e brutti. Nel bio è normale: noi non le lucidiamo per renderle più belle e appetibili ma sono senza dubbio più genuine". L'apparenza in questo caso è certamente ingannevole.
La prima azienda in provincia ad avere puntato sul bio si trova in Lunigiana, a Fosdinovo. Nata nell'84 la "Chico" di Cristina Caraffa è stata una delle pioniere a livello regionale. Produce fragole, olio, ortaggi vari, miele oltre ad avere un laboratorio per la trasformazione e produzione di marmellate, e un percorso ludico-ricreativo per bambini che al termine della full-immersion tra gli animali dell'aia, arnie e fattoria, gli permettono di fregiarsi del prestigioso-simbolico riconoscimento di "contadini ad honorem".
"Il bio è l'unica alternativa per l'Italia – racconta la Caraffa, milanese ma lunigianese di adozione – ma l'attenzione verso il biologico è cresciuta negli ultimi anni. Prima erano persone di una certa cultura, anche economicamente più benestanti, oggi tutti cercano il bio perché hanno capito la differenza fondamentale: mangiano e bevono i prodotti della terra nella loro spontaneità.
I migliori consumatori sono mamme e bambini piccoli; tanti i giovani che si sono avvicinati". Al fianco dei prodotti della terra anche allevamenti per la produzione di carne e latte allo stato brado. A Licciana Nardi troviamo "La Vigna" di Manolo Lucchini, nata nel 2004, che ha un piccolo allevamento di cinta senese (4 riproduttori) e di pecora zerasche, e a Molinello, a Pontremoli, "Cavalieri Maria Cristina" che assieme alle zerasche, produce una grande quantità di ortaggi. Infine, a "La Maesta" di Tonelli Fabio, a Fosdinovo, in località Giucano, si imbottiglierà quest'anno il vino per la prima volta.
"Cerchiamo – spiega Tonelli – di dare un'impronta nuova alla nostra produzione e al nostro territorio imbottigliando il vino oltre a produrre in casa olio e passate di pomodoro". Ma non dobbiamo dimenticare la consistenza della produzione di miele Dop prodotto in Lunigiana dal Consorzio formato da 60 produttori e oltre 5000 arnie.

Una realtà infine, ben differenziata che trova il favore di un sempre crescente numero di consumatori: il 68% della popolazione, secondo un sondaggio Coldiretti, acquisterebbe più alimenti biologici se fossero garantiti dall'origine "Made in Italy". "Per sostenere questo tipo di agricoltura-sostenibile e la produzione di prodotti bio – conclude la responsabile provinciale - bisogna puntare sulla trasparenza dell'informazione ai consumatori e sulla trasparenza del prodotto e del ciclo produttivo".

Andrea Berti
Ufficio Stampa STUDIO HEADLINE
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